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	<title>Comments on: Sunday poetry: Dante and wine</title>
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	<description>Negotiating the Epistemologic Implications of Oenophilia</description>
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		<title>By: vocativo</title>
		<link>http://dobianchi.com/2009/06/28/sunday-poetry-dante-and-wine/#comment-3550</link>
		<dc:creator><![CDATA[vocativo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Jul 2009 18:04:23 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il Petrarca era tutto tranne che un prete :)
Anche se credo dicesse del falso quando dichiara che quel vino è un antidoto alla lussuria :-D]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il Petrarca era tutto tranne che un prete :)<br />
Anche se credo dicesse del falso quando dichiara che quel vino è un antidoto alla lussuria :-D</p>
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		<title>By: Do Bianchi</title>
		<link>http://dobianchi.com/2009/06/28/sunday-poetry-dante-and-wine/#comment-3549</link>
		<dc:creator><![CDATA[Do Bianchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Jul 2009 17:30:30 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Caro Luigi, bellissimo il sonetto dei Fragmenta! Sono d&#039;accordissimo con te sul valore e sulla rappresentazione del vino nel medioevo: il Petrarca nelle Familiari parla spesso del problema dell&#039;alcolismo (dei suoi tempi). Importantissime le Senili a Urbano V in cui il Petrarca parla dei cardinali e della loro passione esagerata per i vini della Borgogna (su cui ho fatto un post qualche settimana fa). Ma il Petrarca era pure amante del vino come testimonia una lettera trascritta dal Franceschetti e datata intorno al 1362 (e riportata qui sotto). Grazie per il bellissimo commento! Un abbraccio J

“il vino generoso del Petrarca”

Lettera XI

A Pietro di Bologna

Compater et amice

Roccomandagli un giovanetto da educare [Di Venezia, 19 febbraio]

Manda la lettera che a questa compiego al mio prete D. Giovanni, e colla lettera mandagli la fiasca, o per dir meglio, il fiaschetto tuo per averne un poco, anzi un pocolino di quel vino, o vinetto ch’è antidoto alla lussuria, e conforto alla temperanza.

[Fracassetti p. 236]

Pietro da Muglio o Pietro Bolognese, il quale fu maestro di grammatica e di rettorica prima a Padova indi a Bologna. 

Questa lettera 11 ha la data di Venezia e pare che con essa egli dirigesse in Pietro un giovanetto figliuolo di un amico suo, cui forse aveva insegnato grammatica in Venezia Domato, ed ora si voleva che Pietro in Padova insegnasse Rettorica.

[Don] Giovanni da Bocheta

dalla vigna del Canonicato [di Padova] spremevasi forse un buon vinetto atto a refocillare le forze senza eccitarle di soverchio, quale si conveniva alla tavola di buon e tmperante ecclesiastico. E di questo voleva il Petrarca che Don Giovanni empisse di quando in quado il fiaschetto al compar Pietro. 

manca l’anno, e che scritta da Venezia non può essere anteriore al 1362
[p. 237]]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Luigi, bellissimo il sonetto dei Fragmenta! Sono d&#8217;accordissimo con te sul valore e sulla rappresentazione del vino nel medioevo: il Petrarca nelle Familiari parla spesso del problema dell&#8217;alcolismo (dei suoi tempi). Importantissime le Senili a Urbano V in cui il Petrarca parla dei cardinali e della loro passione esagerata per i vini della Borgogna (su cui ho fatto un post qualche settimana fa). Ma il Petrarca era pure amante del vino come testimonia una lettera trascritta dal Franceschetti e datata intorno al 1362 (e riportata qui sotto). Grazie per il bellissimo commento! Un abbraccio J</p>
<p>“il vino generoso del Petrarca”</p>
<p>Lettera XI</p>
<p>A Pietro di Bologna</p>
<p>Compater et amice</p>
<p>Roccomandagli un giovanetto da educare [Di Venezia, 19 febbraio]</p>
<p>Manda la lettera che a questa compiego al mio prete D. Giovanni, e colla lettera mandagli la fiasca, o per dir meglio, il fiaschetto tuo per averne un poco, anzi un pocolino di quel vino, o vinetto ch’è antidoto alla lussuria, e conforto alla temperanza.</p>
<p>[Fracassetti p. 236]</p>
<p>Pietro da Muglio o Pietro Bolognese, il quale fu maestro di grammatica e di rettorica prima a Padova indi a Bologna. </p>
<p>Questa lettera 11 ha la data di Venezia e pare che con essa egli dirigesse in Pietro un giovanetto figliuolo di un amico suo, cui forse aveva insegnato grammatica in Venezia Domato, ed ora si voleva che Pietro in Padova insegnasse Rettorica.</p>
<p>[Don] Giovanni da Bocheta</p>
<p>dalla vigna del Canonicato [di Padova] spremevasi forse un buon vinetto atto a refocillare le forze senza eccitarle di soverchio, quale si conveniva alla tavola di buon e tmperante ecclesiastico. E di questo voleva il Petrarca che Don Giovanni empisse di quando in quado il fiaschetto al compar Pietro. </p>
<p>manca l’anno, e che scritta da Venezia non può essere anteriore al 1362<br />
[p. 237]</p>
]]></content:encoded>
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		<title>By: vocativo</title>
		<link>http://dobianchi.com/2009/06/28/sunday-poetry-dante-and-wine/#comment-3548</link>
		<dc:creator><![CDATA[vocativo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Jul 2009 09:47:15 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Caro Jeremy, nel Medioevo il valore divino del vino è tutto proteso a una rappresentazione cristiana e il fatto che nella Divina Commedia e nel RVF di Petrarca le occorrenze siano limitate la dice lunga sulla neutralizzazione che il vino stava subendo (il contatto con la divinità era dato dall&#039;effetto inebriante del nettare di Bacco e questo in era cristiana va censurato).
Ti faccio un esempio da Petrarca, per mostrare come il vino diventa qualcosa addirittura di negativo:

136
Fiamma dal ciel su le tue treccie piova,
malvagia, che dal fiume et da le ghiande
per l&#039;altrui impoverir se&#039; ricca et grande,
poi che di mal oprar tanto ti giova;
nido di tradimenti, in cui si cova
quanto mal per lo mondo oggi si spande,
de vin serva, di lecti et di vivande,
in cui Luxuria fa l&#039;ultima prova.
Per le camere tue fanciulle et vecchi
vanno trescando, et Belzebub in mezzo
co&#039; mantici et col foco et co li specchi.
Già non fustú nudrita in piume al rezzo,
ma nuda al vento, et scalza fra gli stecchi:
or vivi sí ch&#039;a Dio ne venga il lezzo.

Per trovare invece un valore originario e &quot;divino&quot; nel vino credo che il massimo sia sempre l&#039;Epopea di Gilgamesh, in cui Enkindu per passare dallo stato animalesco a quello umano deve bere vino e avere un&#039;esperienza sessuale.
Più chiaro di così :)]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Jeremy, nel Medioevo il valore divino del vino è tutto proteso a una rappresentazione cristiana e il fatto che nella Divina Commedia e nel RVF di Petrarca le occorrenze siano limitate la dice lunga sulla neutralizzazione che il vino stava subendo (il contatto con la divinità era dato dall&#8217;effetto inebriante del nettare di Bacco e questo in era cristiana va censurato).<br />
Ti faccio un esempio da Petrarca, per mostrare come il vino diventa qualcosa addirittura di negativo:</p>
<p>136<br />
Fiamma dal ciel su le tue treccie piova,<br />
malvagia, che dal fiume et da le ghiande<br />
per l&#8217;altrui impoverir se&#8217; ricca et grande,<br />
poi che di mal oprar tanto ti giova;<br />
nido di tradimenti, in cui si cova<br />
quanto mal per lo mondo oggi si spande,<br />
de vin serva, di lecti et di vivande,<br />
in cui Luxuria fa l&#8217;ultima prova.<br />
Per le camere tue fanciulle et vecchi<br />
vanno trescando, et Belzebub in mezzo<br />
co&#8217; mantici et col foco et co li specchi.<br />
Già non fustú nudrita in piume al rezzo,<br />
ma nuda al vento, et scalza fra gli stecchi:<br />
or vivi sí ch&#8217;a Dio ne venga il lezzo.</p>
<p>Per trovare invece un valore originario e &#8220;divino&#8221; nel vino credo che il massimo sia sempre l&#8217;Epopea di Gilgamesh, in cui Enkindu per passare dallo stato animalesco a quello umano deve bere vino e avere un&#8217;esperienza sessuale.<br />
Più chiaro di così :)</p>
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	<item>
		<title>By: ned</title>
		<link>http://dobianchi.com/2009/06/28/sunday-poetry-dante-and-wine/#comment-3545</link>
		<dc:creator><![CDATA[ned]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Jul 2009 13:55:32 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&quot;When in the Course of human events it becomes necessary for one people to dissolve the political bands which have connected them with another and to assume among the powers of the earth, the separate and equal station to which the Laws of Nature and of Nature&#039;s God entitle them&quot;  There it is again nature/god Where have I been?]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;When in the Course of human events it becomes necessary for one people to dissolve the political bands which have connected them with another and to assume among the powers of the earth, the separate and equal station to which the Laws of Nature and of Nature&#8217;s God entitle them&#8221;  There it is again nature/god Where have I been?</p>
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	</item>
	<item>
		<title>By: ned</title>
		<link>http://dobianchi.com/2009/06/28/sunday-poetry-dante-and-wine/#comment-3517</link>
		<dc:creator><![CDATA[ned]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Jun 2009 19:28:09 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&quot;...God, delighted with Nature’s work...&quot;  What a fascinating dichotomy, and relationship of one to other.  How intriguing to contemplate god in awe of &quot;nature&quot;, a pleasing symmetry therein.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;&#8230;God, delighted with Nature’s work&#8230;&#8221;  What a fascinating dichotomy, and relationship of one to other.  How intriguing to contemplate god in awe of &#8220;nature&#8221;, a pleasing symmetry therein.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>By: Alfonso</title>
		<link>http://dobianchi.com/2009/06/28/sunday-poetry-dante-and-wine/#comment-3512</link>
		<dc:creator><![CDATA[Alfonso]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Jun 2009 12:47:31 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Thanks, Dr. J

I was always wondering about those Statius lines, thanks for bringing them in.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Thanks, Dr. J</p>
<p>I was always wondering about those Statius lines, thanks for bringing them in.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: Felicia</title>
		<link>http://dobianchi.com/2009/06/28/sunday-poetry-dante-and-wine/#comment-3510</link>
		<dc:creator><![CDATA[Felicia]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Jun 2009 07:24:47 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Wine - like cheese, like bread, like humanity - ferment and bubble and age and peak and die. It&#039;s no wonder than wine and cheese and bread bring us so much happiness.  To me, they are as natural as my own skin and satisfy me like no other food or drink can.  Grazie!  You remind me to brush up on my Dante.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Wine &#8211; like cheese, like bread, like humanity &#8211; ferment and bubble and age and peak and die. It&#8217;s no wonder than wine and cheese and bread bring us so much happiness.  To me, they are as natural as my own skin and satisfy me like no other food or drink can.  Grazie!  You remind me to brush up on my Dante.</p>
]]></content:encoded>
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